Le ho mai raccontato del vento del Nord, Daniel Glattauer

le ho mai raccontato

Autore: Daniel Glattauer

Titolo: Le ho mai raccontato del vento del Nord

Pagine: 192

Casa editrice: Feltrinelli (collana I canguri)

Traduttore: Basiglini L.


Tutto ha inizio da una email spedita al destinatario sbagliato. Emmi, una giovane madre e moglie, si imbatte per caso in Luke, psicolinguista con numerosi fallimenti amorosi alle spalle, instaurano un rapporto d’amicizia virtuale destinato, forse, a diventare altro.

Oggi dedico questo spazio ad un libro che ho amato solo da metà in poi. Devo dire la verità, non mi ha convinta subito. La storia è uno scambio epistolare tra una giovane madre e sposa, che cerca di scappare dalla sua routine instaurando con un uomo un rapporto quasi giocoso e ironico che poi si andrà piano piano a trasformare in qualcosa di più intenso e potente. Inizialmente, come ho detto prima, non mi ha entusiasmato particolarmente poiché lo trovavo un po’ noioso e ripetitivo. Ma, nonostante questo, non riuscivo a smettere di leggerlo, pagina dopo pagina mi coinvolgeva sempre di più, volevo assolutamente saperne di più, volevo più particolari, volevo entrare nella mente dei personaggi, volevo immedesimarmi in loro e devo dire che sono stata accontentata e soddisfatta. Ho trovato originale questa forma di romanzo epistolare virtuale ed è questo quello che mi ha convinto a comprare il libro. Mi sono praticamente innamorata del racconto e dei protagonisti ma quando è finito sono rimasta sinceramente scioccata, non so se potete passarmi questo termine, ma effettivamente sono rimasta a bocca aperta. Per quanto riguarda le copertine, non mi hanno colpito più di tanto. va bene il fatto che il titolo fa riferimento al vento, ma la donna che sembra investita da un tifone la trovo eccessiva.

Ma, copertina a parte, il racconto è bellissimo, breve e di sostanza come piace a me. Non occorre la fisicità per far nascere un grande amore e questo racconto ne è la prova. Le parole vanno a sostituire i gesti senza togliere niente alle sensazioni e alle emozioni, anche se tutto resta immobile su uno schermo. Questa storia ti entra dentro e non esce più. Sicuramente questo resta uno dei miei romanzi preferiti, questo ed il suo seguito “La settima onda” e probabilmente li leggerò ancora una volta.

Consigliato: decisamente si!

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